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Giuseppe Mazzanti

© Ferrini (FIBS)

 

 

 

sabato 20 giugno 2009

Finale italiana a Barcellona

 

A dieci anni di distanza dalla vittoria del Parma sul campo del Nettuno (era il 1999), saranno due formazioni italiane a giocarsi il titolo europeo sul diamante di Montjuic a Barcellona. Nel pomeriggio Bologna aveva fatto fuori Amsterdam (6-0), sabato sera la Danesi Nettuno ha superato il Corendon Kinheim (6-4 il finale) e si è guadagnata a sua volta l’accesso alla finalissima in programma domenica alle 18, lasciando così alle due olandesi la finalina per il terzo posto prevista per le 11.

Quella della squadra di Giampiero Faraone è stata una vittoria del cuore, della determinazione, di chi vuole bissare il successo del settembre scorso. Schiavetti e compagni sono scattati in avanti, si sono visti superare, ma con un legnata di Beppe Mazzanti sono tornati sopra e stavolta non si sono fatti più raggiungere, grazie al super rilievo di Giovanni Carrara.
Per cinque riprese i grandi protagonisti dell’incontro erano stati i partenti Richetti e Bergman, che hanno lasciato le briciole agli attacchi avversari. Dal sesto, quando i battitori hanno cominciato a prendere le misure, sono iniziati i fuochi d’artificio, con battute potenti, qualche errore difensivo e tanta grinta da una parte e dall’altra.
Il Nettuno si è presentato in campo con alcune scelte obbligate, con il giovane Caradonna in seconda, Imperiali in prima e capitan Schiavetti sistemato all’esterno destro. Sul monte di lancio si presentava invece, come previsto, Carlos Richetti. Il Corendon Kinheim si affidava invece al braccio del 28enne David Bergman.

Per vedere la prima valida dell’incontro bisognava aspettare il secondo inning: Engelhardt batteva verso Camilo, il quale non riusciva a fermare la battuta, permettendo al corridore di fermarsi in seconda. Richetti faceva eliminare Jozefa, concedeva la base a Weijgertse e chiudeva la ripresa indenne grazie all’eliminazione di Cremer da parte di Camilo. Il primo guizzo laziale era di Schiavetti ad inizio terzo, con un singolo che si spegneva all’esterno centro. Bergman concedeva anche una base a Tavarez, ma anche in questo caso il risultato non cambiava. Al quarto, con una base, un bunt di Gasparri ed un battuta in diamante, Peppe Mazzanti arrivava in terza, ma Imperiali veniva messo al piatto.
Al sesto inning si sbloccava il risultato: Camilo apriva con un doppio: Rombley faceva una gran corsa, ma non riuscita a fermare il missile dell’esterno. Beppe Mazzanti toccava contro la recinzione il secondo lancio di Bergman; un doppio che portava a casa Camilo. La valida di Leonardo Mazzanti consentiva al cugino Peppe di segnare il 2-0. La difficile ripresa di Bergman proseguiva con una base ad Imperiali, prima della terza eliminazione di Schiavetti.

Immediata e tremenda la reazione degli olandesi: Draijer era salvo in prima su un errore di Manny Alexander; Rombley e Rennick finivano al piatto, ma le valide consecutive di Klooster e Smeets permettevano al Kinheim di accorciare le distanze. Richetti colpiva Engelhardt. A basi cariche Jozefa picchiava verso l’esterno destro. Leo Mazzanti veniva scavalcato dal rimbalzo: triplo e tre punti battuti a casa, con il manager Faraone costretto a sostituire il partente con Carrara, che chiudeva con uno strike out.
La Danesi non ci stava e si rimetteva immediatamente in vantaggio ad inizio settimo: il manager olandese Jansen, dopo la base a Caradonna, sostituiva Bergman con Veltkamp. Il nuovo entrato eliminava Alexander ma concedeva un doppio da Tavarez ed il singolo del 3-4 di Camilo. Nuovo cambio, con l’ingresso di Van Kampen. L’esperto rilievo debuttava subendo un gran fuoricampo a sinistra da Beppe Mazzanti, che portava i laziali sul 6-4. Il Corendon rispondeva con le valide di Draijer e Rombley ed una base di Carrara a Rennick. A basi cariche, l’ex major league italo venezuelano faceva battere in doppio gioco il pericoloso Klooster. All’ottavo il secondo errore di Alexander consentiva a Smeets di arrivare salvo in prima. Giovanni Carrara vinceva il duello con Engelhardt, che finiva kappa, e poi completava l’opera facendo battere alto sia Weijgertse che Jozefa. Al nono, poi, l’apoteosi, con un doppio gioco aperto da Manny Alexander che toglieva di mano la Coppa al Kinheim.

 

 
 

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