Punti di vista sul baseball in Italia

 

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© BS Godo

 

 

 

domenica 7 maggio 2006

Piccolo è bello!

 

Ho letto l'articolo di m.p. sul Godo ed il suo pubblico e devo dire di aver provato emozione per le belle cose dette e che condivido: stai a vedere che finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che il baseball in Italia è soprattutto provincia e non solo grandi città? Stai a vedere che, al di là dei mega disegni della FIBS si riesce a capire che il baseball lo giocano le società con immensi sacrifici dei volontari, economici, organizzativi ecc.? Se l'esordio del Godo in serie A1 vuol dire questo per noi sarà più bello che aver vinto lo scudetto, se l'avvento del Godo in serie A1 farà ripensare a tanti bellissimi, ambiziosi ed utopistici disegni sentiti negli ultimi anni, che rischiano però di mettere in ginocchio il baseball giocato (soprattutto dalle società e non solo a Tirrenia per capirci) emarginandolo e dimenticandosi che, giorno dopo giorno, sono le società che fanno la FIBS, per noi sarà il riconoscimento ai nostri sacrifici migliore che ci poteva essere.
Godo ha una squadra dal 1964 che progressivamente e con il lavoro esclusivo dei suoi volontari e dei suoi appassionati (che sono gli abitanti del paese ed una bacino geografico limitrofo con un raggio massimo di 20 KM., che a malapena comprende Ravenna) che sono decine e tutti dedicano quasi tutto il loro tempo libero a questo gioco, a questa società, ad un settore giovanile (Ragazzi, Allievi, Cadetti ed Under 21, oltre al softball) che ha consentito nel 1999 alla sua allora squadra Primavera di vincere lo scudetto nazionale ed i cui componenti sono ora l'ossatura (dieci giocatori dell'attuale roster sono di Godo) della squadra di A1.
Non ci si meravigli quindi di aver scoperto che il pubblico a Godo c'è: c'è perchè c'è la passione per questo sport da parte di tutti, c'è perchè ci si esalta per le imprese di questa squadra, c'è perchè gli sponsors ci danno i soldi soprattutto perchè sono appassionati di questo sport (De Angelis ci sponsorizza da più di vent'anni), c'è perchè ci giocano i nostri figli ecc. ecc..
Il pubblico a Godo (che ha meno di 2000 abitanti ed è una frazione nel Comune di Russi) è una tradizione come il baseball: difficile che ad una partita ci siano mai meno di cento spettatori e questo quando la squadra militava in A2. L'anno scorso non avevamo mai meno di 200 spettatori a partita con punte di 400 spettatori nelle fasi finali non solo del campionato, che ci ha visto trionfare ed essere promossi in A1, ma anche per la final four di Coppa Italia di A2 (giocata sul nostro campo) da noi vinta contro tutti i pronostici.
Sempre nel 2005, anno veramente irripetibile per la nostra società, che ha visto la concretizzazione dell'impianto di illuminazione, abbiamo avuto l'onore di ospitare, durante l'Italian baseball week dell'estate scorsa, due amichevoli di lusso che hanno visto la presenza della nazionale cubana (che subito dopo ha vinto i mondiali in Olanda) contro una selezione di squadre dell'Emilia-Romagna e della Cina Taipei contro la nazionale under 21 di Massellucci. Ebbene alla prima partita c'erano più di 1000 persone, alla seconda circa 700.
Questo per dire come sia fondamentale accorgersi di questi fenomeni, accorgersi che il piccolo Godo sta vendendo cara la pelle con tutte le altre squadre in A1 (ci permettiamo perfino di regalare una partita alla Fortitudo Bologna! La prima della serie ieri sera al Falchi vinta da loro 4 a 1 solo per tre clamorosi errori dei nostri giocatori all'ottavo inning: ed è la terza partita che perdiamo all'ultimo o negli ultimi inning), anche per questa passione dei suoi sostenitori, dei volontari che lavorano nella società e che contribuiscono a creare un clima di comunità, familiare in cui si trovano a giocare anche giocatori stranieri, accolti e trattati come figli ed amici da tutti. Che siano professionisti o no, che siano americani, venezuelani, dominicani ecc., tutti trovano ospitalità nelle case dei tifosi, trovano aiuto da parte di tutti e sostegno ai loro bisogni.
Solo accorgendosi del baseball vero, giocato in silenzio nei campi di periferia (a Godo si respira l'atmosfera del film "L'uomo dei sogni" ricordate?) con molti sacrifici da parte di tutti, si porranno le basi per salvare il gioco del baseball in Italia. Al Presidente Fraccari, che sta facendo molto per il baseball, voglio dire in conclusione col massimo rispetto: prima di badare alla cravatta Presidente, sarebbe meglio cominciare dall'essenziale, dal fondamentale, altrimenti si rischia di fare la fine di Valentino vestito di nuovo ma......senza scarpe.

Carlo Naldoni
addetto alle relazioni pubbliche
dell'A.S. Baseball-Softball Godo