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Mazzotti e Faraone
© Ratti
- FIBS
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mercoledì 22 novembre 2006
Le cilecche della nazionale
Alcuni visitatori del sito della FIBS criticano la conduzione della
nostra nazionale per gli scarsi risultati ottenuti in questi ultimi
tempi. Per questi lettori è chiaro che la scarsa efficienza delle nostre
rappresentative non dipende dal livello del nostro baseball, ma da come
queste vengono condotte.
Affermo subito che non sono della stessa opinione: è il livello tecnico
del nostro sport che non ci permette di eccellere.
Come giocatore ho fatto parte nel passato della nostra nazionale e poi,
come allenatore, degli staff tecnici di tutte le nostre rappresentative,
a tutti i livelli. La mia personale esperienza mi fa dire che “quando i
giocatori sono forti vincono assieme ai loro allenatori”, quando i
giocatori sono meno forti (degli altri) allora i risultati non arrivano.
Ho provato a guardare le statistiche della nostra nazionale seniores dal
1952, anno della sua costituzione, fino al 1993, e mi sono fermato a
questa annata perché non ero in possesso dei dati degli anni successivi.
Nelle prime stagioni, e cioè fino agli anni 70, la nazionale disputava
un massimo di sei incontri annui esclusivamente in campo europeo, contro
Spagna e a volte Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, con risultati
alterni. E contro l’Olanda, in modo sempre perdente fino al 59, poi in
modo alterno fino ai giorni nostri. Ora c’è una netta superiorità
tecnica degli olandesi.
In campo europeo è quindi possibile essere o primi o secondi ed il
discorso non può che finire lì: se in quel momento siamo tecnicamente
più forti dell’Olanda vinciamo altrimenti no.
Per paragonare i risultati dell’attuale Coppa Intercontinentale con i
risultati ottenuti in precedenza bisogna prendere in considerazione gli
incontri disputati dalla nostra rappresentativa dal 1970 in poi, quando
Campionati Mondiali e Coppe Intercontinentali erano un appuntamento
quasi annuale. Ebbene l’Italia si classificava regolarmente decima su
dieci, quindicesima su quindici,
con l’eccezione del 1974, in cui si piazzò quarta su otto partecipanti.
Ma già nel 1982 ritornava ad occupare il decimo posto su dieci, così
come nel 1984, 1987 e 1990. I migliori risultati nelle altre annate non
hanno superato mai la quinta posizione, indipendentemente dal numero dei
partecipanti. Alle Olimpiadi del 1992 fu settima su sette.
Intanto in questi anni si sono succeduti alla guida della nostra
nazionale diversi allenatori di cui molti di scuola italiana, ma non si
è mai vista una grande differenza di risultati fra le varie conduzioni.
La Federazione tende a rendere stabile il ruolo di “Allenatore Capo”
delle nostre rappresentative per dare continuità ad una conduzione che è
più una gestione di un gruppo già determinato piuttosto che la scelta e
l’amalgama dei migliori talenti del nostro campionato per formare di
volta in volta una compagine. Io credo ciò corretto, perché solo nel
World Baseball Classic è possibile ingaggiare giocatori al di fuori del
nostro vivaio e del nostro campionato. Ed anche in questo caso i
risultati non cambiano di molto.
Se poi si osserva che l’allenatore prescelto (nel nostro caso Faraone)
viene di volta in volta coadiuvato dai tecnici più rappresentativi del
nostro campionato allora mi chiedo dove dovremmo andare a scegliere un
allenatore alternativo che sia in grado da subito di fare scelte
migliori?
La conduzione della partita, la scelta della formazione, i cambi e
quant'altro in potere dell’allenatore possono determinare un
miglioramento sensibile del rendimento delle nostre squadre?
Lo pensate davvero?
Sempre ammesso che gli attuali coach commettano errori così evidenti da
determinare le sconfitte.
Franco Ludovisi |
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