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Eddy Garabito
© Ferrini (FIBS)
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lunedì 29 giugno 2009
Tris Fortitudo, meno-uno dal Rimini
Alla ripresa dopo la Coppa, un Rimini ridimensionato. Il
San Marino ha dimostrato che Garcia e Martinez, e soprattutto il secondo
quest’anno, non sono imbattibili, anche fino a mercoledì avevano perso
solo col Parma. Ramirez si è rivelato intoccabile, nelle ultime tre
riprese e due terzi, e la capolista ha perso ai supplementari. Forse il
partente della Telemarket è stato avvicendato in anticipo, per quanto a
107 lanci, e se dopo cala il rilievo la frittata è fatta. Oggi la moda è
contare, ma, d’altra parte, cambiare il pitcher quando - come si diceva
una volta - è rotto son buoni tutti. Soprattutto però la T&A ha dato una
lezione all’avversaria in gara-due. Punteggio da manifesta inferiorità.
Sette valide e sei punti, tutti guadagnati, per Di Roma, in due inning e
un out. Un 7° da otto punti, fra Balboa e Gutierrez, di nuovo con un
Bengel tolto, forse, presto. Poi i sammarinesi hanno riproposto i loro
soliti limiti a livello di monte ASI, si sono trovati di fronte un
Patrone super e un Quattrini “meglio”, e, in definitiva, non è cambiato
poi tanto.
Certo, la Fortitudo adesso è a una sola partita dalla cima della
classifica, essendosi potuta permettere di aspettare semplicemente che
accusasse la fatica chi aveva iniziato sul monte per la palfinger. Ma,
occhio, con riscontri impressionanti dal box per Garabito (7 su 13, 3
doppi, 2 tripli, 2 pbc), Angrisano (5 su 10, 2 doppi, un triplo, e 5 pbc),
Infante (6 su 15) e anche Breveglieri (2 su 4) e Austin (4 su 11, 6
punti battuti a casa) in fuoricampo - da tre -su quella piazza d’armi
che è il campo di Reggio Emilia. Ma per entrambe la qualificazione
matematica è a un passo: resta il discorso aperto dei successivi
vantaggi possibili legate al giocare in casa nel girone di semifinale.
A proposito della seconda fase, piuttosto, oltre all’importantissimo
risultato del San Marino, che forse non è più tanto la messa peggio come
calendario di qui alla fine della regular season, salta agli occhi quel
che ha fatto il Parma, ovvero andare a vincere due volte in quel di
Nettuno. In tanti pensavamo che i laziali avessero girato pagina con il
bis europeo, invece a Barcellona Faraone potrebbe aver semplicemente
indovinato la scelta giusta, riservando il miglior pitcher alla finale,
ma sulla distanza delle due partite. Al ritorno in campionato fanno due
vinte nelle ultime nove, e prospettiva vuole che la volata per il quarto
posto sia fra Danesi (Grosseto, San Marino e Reggio Emilia le sue
avversarie) e T&A (Parma, Nettuno, Grosseto). La Cariparma potrebbe
avercela quasi fatta con quel fuoricampo da tre punti di Sambucci al 9°
di gara-tre, quando alla vittoria per 4 a 2 dei laziali mancava un out,
due lanci (conto di 2 ball e 1 strike).
Recrimina sicuramente il Godo, che a Grosseto, dopo essersi fermato a
tre valide di fronte a Figueroa e Vermilyea, sabato ne ha battute prima
13 (contro 8) e dopo 10 (contro 5), ma ha perso due volte 3 a 4. Prima
scontando una pessima perfomance di Ricchio, come lanciatore centrale, e
poi l’inning da 4 punti di Luciani al 2°.
Mino Prati
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