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Punti di vista sul baseball in Italia |
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J. C. Infante © Bellocchio (FIBS)
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domenica 24 maggio 2009 Telemarket e Fortitudo regine a fine andata
La Fortitudo ha raggiunto la Telemarket in testa alla classifica. Anche se Garcia non ha dominato come al solito (quattro valide a partita prima di giovedì, nove in sette riprese all'esordio in casa contro quello che anche dopo la sfida con i lanciatori dei Pirati, i migliori, è restato il miglior attacco del campionato), Matos quattro delle sue otto valide (singoli di Crociati e Gonzalez, alternati ai doppi di Avagnina e Chiarini) le ha concesse tutte nel secondo inning. Quei tre punti sono bastati al Rimini per prevalere. Poi però, a Bologna, Di Roma prima è partito male, concedendo il 3 a 0 al 1° (non tutto colpa sua) e ha finito peggio, riempiendo le basi con due out al 5°. Un'eredità costata cinque punti senza eliminazioni a Bengel, che ha aperto con una base e punto automatico sul primo battitore affrontato e poi continuato subendo un grande slam da Stocco. Il 3 a 0 al 1° è stato copiato, a ruoli invertiti, in gara-tre, da Betto: fuoricampo di Chiarini, prima del primo eliminato. Ma la Fortitudo è riuscita a rimontare, arrivando al pari sul solo-homer di Angrisano al 7°, e dopo aver rischiato parecchio nella prima metà del 9°, nella parte bassa dell'inning ha portato a casa base il punto in più con una valida a basi cariche (due basi ball, una intenzionale, e una valida di Quattrini) di Infante. Il Nettuno, sempre più preda della maledizione dei lanciatori (fuori, a Reggio Emilia, Leal), non è però riuscito a cogliere l'occasione della divizione della posta fra le due davanti, lasciando alla Palfinger la "prima volta" in Italia del tie-break. Sul 4 a 4 trovato al 9°, al secondo supplementare i laziali sono andati in vantaggio grazie a un lancio pazzo di Orman appena entrato, ma si sono visti raggiungere e superare subito dopo, con Pezzullo sul monte dopo 15 lanci di Hernandez (primo rilievo di Farsnwort), per una base ball e un singolo da due punti di Reginato in situazione di due fuori, fra out veri e virtuali. Poi, dopo un gran Carrara e un pessimo Hernandez, 7 punti al 9° (sul 3 a 3) contro Orman e Macaluso, in gara-due. E tutto facile in gara-tre, con Richetti e Masin (alla seconda chiamata del week end) sulla pedana. Ma ormai l'occasione era stata persa. Per il resto, poco da dire. Il Parma teoricamente evita danni. Va via liscio con Palma e Lira. Perde contro Cabalisti, nonostante un discreto esordio di Burlea, sbagliando in difesa. Vince di 12 punti la "partitaccia" di sabato sera (4 ore e 23 minuti di - si fa per dire - gioco (con tanto di rissa), 11 lanciatori, 9 errori del Godo, due turni da 5 punti e due da 6). La T&A rimane dietro di due lunghezze. Dal punto di vista dei sammarinesi - forse - ancora in corsa, dopo aver messo verosimilmente fuori gioco il Grosseto, che adesso dovrebbe rimontare quattro lunghezze nelle 21 partite che restano.
Mino Prati
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