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Eddy Garabito

© Bellocchio (FIBS)

 

 

 

sabato 04 aprile 2009

EuroCup: passano Bologna e Nettuno

 

Bologna e Nettuno ce l’hanno fatta, a Barcellona ci saranno. Assieme alle due olandesi, il Corendon Kinheim di Haarlem e l’Amsterdam.
 

La Fortitudo ha faticato contro Belmonte, che ha tirato la completa. Ha faticato ad aver ragione (2 a 1) di un Barcellona con solo una valida in meno alla fine (quattro su Matos in otto riprese) e una su Milano. Merito dunque a Matos (9 strikeout), che aveva già chiuso la partita con il Corendon Kinheim l’altro ieri. Ma onore anche, e forse soprattutto, a Garabito che, in una partita decisa dagli errori (quattro, due per parte, nel decisivo settimo inning) ha salvato il risultato. Sempre al 7°, quando sull’ 1 a 1, un out e basi piene, ha eliminato al volo Roman e eliminato a casa base Miqueleiz. A parte che ha chiuso anche a 2 su 3 dal box. E che qualcosa di simile lo aveva già fatto contro gli Olandesi, al 2°, con Verbij che dopo il triplo con cui aveva battuto a casa il punto dell’1 a 0 cercava il raddoppio su volata di Halman. Per un attimo, al 9°, i polsi dei bolognesi hanno tremato ancora, quando Milano ha aperto il 9° con un doppio al quinto lancio da Friedman, poi però ha risolto lasciando al piatto Miqueleiz e facendo battere al volo su Garabito Diaz per una doppia eliminazione registrata come 8-6-5.
 

A ruota della Fortitudo è andato il Nettuno, che ha vinto alla fine 7 a 3 dal Rouen nell’incontro “tu o io”, visto che già si sapeva che l’Amsterdam era la prima finalista avendo sconfitto il Regensburg 8 a 4 in mattinata. I campioni d’Europa in carica erano andati su un comodo 4 a 0 già fra 2° e 3°. Sembrava quasi una formalità. Anche se nell’inning iniziale Richetti aveva accusato un dolore alla gamba sinistra. Poi ha tenuto a zero i francesi, fino al 4°, quando è stato toccato duro, con due doppi e tre singoli che hanno permesso al Rouen di arrivare a un punto. A fermare lì il parziale ci ha pensato Carrara (con corridori in prima e terza e uno fuori) poi sul monte fino al 7°, quando ha lasciato la pallina a Leal (terza presenza, seconda salvezza). Sul 4 a 3 così, al 7° i laziali hanno potuto chiudere il conto, con un doppio di Retrosi, i singoli di Tavarez e Giuseppe Mazzanti e l’aiuto di un errore avversario.
 

A non farcela è stato il San Marino, che ha lasciato il biglietto al Corendon Kinheim. Alzando bandiera bianca dopo meno di tre riprese. Con Tonellato sul monte. Il partente di Bindi già al primo aveva concesso tutto da solo l’1 a 0 senza valide ai “tulipani”, aprendo con due colpiti inframmezzati da pick off sbagliati. Quindi, sull’ 1 a 1, un terzo inning disastro. Errore del lanciatore su smorzata di Draijer, doppio Renick, base a Rombley, singolo Klooster, volata di sacrificio a Smeets, intenzionale a Engelhardt. Base e Verbij e punto del 4 a 1automatico. Singolo Weijgertse: 6 a 1. Verdetto assegnato.
 

 
 

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