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Felix Escalona
© Oldman (FIBS)
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domenica 03 maggio 2009
Dopo Rimini, Bologna e Nettuno
Ci può stare che una Fortitudo perda dal Reggio Emilia.
Non di nove punti però, e battendo due valide più degli avversari, nella
partita del lanciatore straniero. Matos, con 10 strikeout e 4 basi ball
in 7 riprese, ha subito un punto guadagnato su di lui, ma anche un
doppio da Lee da 3 RBI e un triplo da Blalock, con due strike e un ball,
costati il 4 a 0. E’ un Matos (47 strikeout in 27 riprese, una media
battuta concessa gli avversari di 182) che non può tuttavia esser
accusato di “costante ricerca del successo personale, che per un
lanciatore significa prima di tutto ottenere l’eliminazione al piatto,
sembra assumere un carattere prioritario rispetto ad una gestione più
attenta e più paziente del lineup avversario.” (citando dai comunicati
della società bolognese). Quando sai che dietro hai il nulla, visto che
la tua squadra ha preso come secondo lanciatore straniero uno senza dati
certi in pratica sulle ultime due stagioni, questo significa cercar di
risparmiare le poche altre braccia - altri tre rilievi in tutto - che ci
sono a disposizione. Adesso vediamo cosa pescano, con il taglio di
Rodriguez praticamente dichiarato. Certo, se a Bologna questa volta ci
prendono, e in più dovesse arrivare Austin, problemi di “suina” a parte,
potrebbe iniziare un altro campionato.
Perchè fin qui la Fortitudo - miglior media battuta e secondo pgl
complessivo - è una delle due, assieme al Nettuno, a tenere il passo
della Telemarket. Con poi due vittorie senza punti subiti nelle altre
due partite con la Palfinger.
I riminesi, primi in classifica, hanno continuato a costruire la loro
leadership su monte e difesa. Anche battendo giusto con un ritmo di poco
superiore a quello di Grosseto e Reggio Emilia, si sono imposti due
volte anche nel derby con il San Marino. Grazie al tandem
Patrone-Quattrini (0.45 come ERA, sempre più strepitoso), anche se non è
loro bastato il gran Di Roma visto in gara-due.
Il Nettuno, per parte sua, dopo due “uno a due” con Bologna e Rimini, ha
ritrovato il ritmo giusto, in un campionato in cui le triplette
probabilmente saranno assai poche, a Parma. Battendo come fabbri, 29
valide, salvo che di fronte alla terna Grifantini-Scarcella-Salsi nella
diurna. Nel Parma Palma e, soprattutto, Lira non sono apparsi, di nuovo,
all’altezza di sogni più alti. E in gara tre, dopo il pessimo inizio di
Corradini più Scalera, l’attacco si è spento davanti a Masin.
Il vero risultato da decifrare, piuttosto, è quello di Godo. Il
Grosseto, con solo due valide su Ulloa è stato prima punito da un
fuoricampo di Escalona sull’appena entrato Vermillyea. Poi non ha saputo
trarre profitto dall’ottima performance di Cooper (due valide in sei
riprese e un terzo), non venendo a capo dei lanci di Ricchio negli
ultimi due inning. Si è salvato con una serie di quattro punti al 4°,
con già due out, su Del Bianco, anche se poco è mancato che Ginanneschi
non mettesse di nuovo tutto in discussione nel finale. Il quarto posto
dei maremmani, con sei vittorie e sei sconfitte, sembra oggi un regalo:
le prossime quattro settimane - contro Nettuno, Bologna e San Marino -
chiariranno le cose.
Mino Prati
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